Killing H.F. Harlow
Fratto9

/2012

w/ Shaun McAlpine as Terrapin.

This work comes from some recording sessions in Giovanni’s Studio. Later subtlety edited without any overdubs, just choosing the most suitable parts, noticing something evolve from the session, forming a solid arrangement.

The fundamental idea behind the project is leading people against vivisection, holding an historical vivisectionist in psychology, Harry Frederick Harlow, as example of brutality, anthropocentrism, speciesism and destructive practices against animals; in 50's and 60's conducted tons of experiments on Rhesus monkeys. "The effects of 6 months of total social isolation were so devastating and debilitating that we had assumed initially that 12 months of isolation would not produce any additional decrement. This assumption proved to be false; 12 months of isolation almost obliterated the animals socially …(1965)"
Keeping these issues in mind through out the project and beyond.

Mastered by Giuseppe Ielasi.
Released by Fratto9 (fratto018).

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reviews

SentireAscoltare / 2012

È introdotto dal lungo drone di A Death A Day/Intro, Killing HF Harlow, l’esordio di Terrapin per la interessantissima collana Microcosmos della Fratto9. Incentrato su una sorta di concept sulla vivisezione e ispirato alle malefatte compiute sui macachi dallo psicologo americano Harry Frederick Harlow – ricerche sugli effetti della separazione tra cucciolo e madre e sulla privazione della libertà tramite isolamento, nello specifico – il breve lavoro del duo italo-americano composto da Giovanni Lami e Shaun McAlpine gioca di fino con field-recordings e riprocessamenti live. Il fine, perfettamente riuscito, è quello di fornire una delicata tessitura che nella sua alienante impalpabilità e, a tratti, nella sua mefitica evanescenza, porta con sé un latente senso di minaccia e, per forza di cose, isolamento. Suoni che evocano immagini con cui si manifesta uno stato d’animo: pareti fredde, colori asettici, ambienti ristretti rimandano necessariamente al silenzio, rotto solo da qualcosa di inumano e cupo come clangori post-industriali, sfrigolii elettroacustici, briciole di saturazioni noise (la coda di A Death A Day), squarci di black ambient e pulsazioni meccaniche (St. John's Wort). Un lavoro breve ma intenso e coinvolgente, pervaso da una sana passione animalista e anti-vivisezione oltre che da una ottima ricerca sui suoni che rende al meglio la forte idea concettuale di base. Stefano Pifferi

a closer listen / 2012

Vivisection would have been too good a fate for HF Harlow, whose isolationist experiments with Rhesus monkeys may have singlehandedly inspired the animal rights movement. If Planet of the Apes were to become real, he’d be the first to go. Harlow’s experiments are the starting point for this collaboration between like-minded artists Giovanni Lami and Shaun McAlpine, whose separate work each inspired the other and brought them together as Terrapin. The project’s unique aspect is that its combination of analog and digital is first played live, then edited without overdubs. The resulting sounds are immediate and immersive, rather than removed. Immediacy is needed to dive into this tension, this affront to nature. The field recordings heard may well be the sounds of tortured monkeys: high-pitched, panicked wails met by copious clicks and clankings, like those of surgical instruments tossed carelessly on a metal tray. The drones may just as likely be the hums of refrigerator units or generators. The not-knowing makes the fear seem real; one yearns to come to the rescue, but realizes that all this has happened long ago, and that we have all arrived far too late. The music comes across as incredibly effective, a mixture of drone, electronics and other mysterious sources that may include gong, alarm and metal sheet. Static is a frequent visitor, as is warble; these are not melodic tunes, but impressionistic. Killing HF Harlow sounds like a factory and a laboratory all at once, offering chronic noise and constant danger. The inner workings of the monkeys’ minds are difficult to fathom, but the ear’s inability to find familiarity seems a reasonable echo. Whenever the bass begins to repeat, the sense of impending menace grows like the shadow of a corrupt surgeon falling across a patient’s window. These tones may offer remembrance, but are purposely devoid of warmth. A soft sympathy develops only in the final track, as the duo demonstrates what the doctor did not: a touch of mercy, an understanding that the mind can only take so much and should not be pushed. As performers, Lami and McAlpine may have discussed the ending and decided that some non-florescent light needed to be added in order to move the project from dirge to devotional; in this they have succeeded. We are sickened all over again, but at the same time, our faith is renewed; the disgraced doctor, cast out by the world, experienced a different brand of isolationism before his death, and one might posit that an inevitable karma came into play. Richard Allen

Sodapop / 2012

Devo ammettere che all'inizio avevo sottovalutato questo disco, infatti si tratta di un lavoro molto calibrato e subito mi ero perso nella parte tecnica, notando che Giovanni Lami e Shaun McAlpine hanno fatto un gran lavoro di processo dei suoni, ma quello che è più notevole è che sono riusciti a creare delle atmosfere molto calde per un genere di musica che dovrebbe essere tutt'altro che caldo. Lami e McAlpine lavorano con suoni digitali ed analogici, distorsioni leggere, sibili digitali e piccoli pulse di basso che puntellano lo spazio sonoro. Questa branca della Fratto9, che ha già dato alle stampe gli ottimi lavori di Alberto Boccardi e di Luca Sigurtà, si dedica a musiche "altre" più vicine a gente come Ben Frost, Oren Ambarchi, alla Touch e a generi che spesso si adattano maggiormente ad una galleria d'arte contemporanea invece che ad una sala da concerto. Non si tratta eslcusivamente di un disco drone e neppure di un lavoro ambientale, infatti, al di là dei tappeti sonori che crea, Killing HF Harlow talvolta trova spazio per micro beat elettronici e per ritmiche appena accennate. E' un peccato che non avessi sentito parlare di Terrapin prima d'ora, il disco è un ottimo lavoro, a tenere fede alla qualità sonora un mastering di Giuseppe Ielasi che suona quasi come una benedizione, soprattutto se si pensa a dischi come Tools o altri lavori per la 12K in cui Ielasi ha attraversato campi non troppo distanti da questi. Le field-recording non sono mai riconoscibili in quanto tali, quindi non aspettatevi un lavoro a metà fra la sonorizzazione di un documentario o qualcosa in cui il suono sia sovrastato da registrazioni ambientali. Le basse e le frequenze medio acute (molto tenui) la fanno da padrone, ma tutto in modo molto discreto, quindi niente effetto "lasagna" con una sovrabbondanza di strati e neppure un lavoro estremamente freddo. Brani senza troppa fretta di arrivare al climax del pezzo, per un disco con poche melodie che comunque riescono ad essere efficaci. Andrea Ferraris

The New Noise / 2012

Nel riprendere un tema animalista, i due Terrapin sembrano quasi riallacciarsi alla vecchia tradizione industrial: Harlow era uno psicologo che utilizzava scimmie per i suoi esperimenti, separandole dalla madre subito dopo la nascita, allo scopo di vedere di che cosa avevano davvero bisogno e come questa situazione inusuale influisse sul loro comportamento. Il disco è l’esito dell’editing di una serie di improvvisazioni di Giovanni Lami (lo troviamo in Lemures assieme a Enrico Coniglio) e dell’australiano Shaun McAlpine, durante le quali i due hanno utilizzato come sorgente sonora field recordings, suoni digitali e anche strumenti analogici. La prima parte del disco è molto essenziale e cupa, con qualcosa di rugginoso però, tanto che forse potrebbe essere avvicinata ai Wolf Eyes più ambientali. Sulla base dell’impulso concettuale fornito, si finisce per associare queste atmosfere all’approccio spietato di quello psicologo. La seconda parte del disco sembra avvicinarsi a soluzioni più “dronegaze”, quindi da un lato allenta la tensione iniziale, ma dall’altro sfocia in frangenti più rumorosi, per quanto non d’assalto. Il perché di quell’intermezzo più “sollevato” sta nel titolo della terza traccia, che – Google alla mano – è riferito a l’erba di San Giovanni, che ha proprietà antidepressive (qui ci si collega alla caduta nell’apatia delle scimmiette private del conforto materno). Sei tracce per ventitre minuti nel contesto di un genere che di solito chiede molto tempo per espandersi e svilupparsi: Killing HF Harlow ha i suoi momenti buoni, peccato che duri troppo poco per riuscire a ingoiare l’ascoltatore. Speriamo che Giovanni e Shaun possano proseguire la collaborazione, perché la stoffa c’è. Nota a margine: ancora un grande lavoro di packaging a firma Fratto9. Fabrizio Garau

Ondarock / 2012

Curate nel concept grafico e sonoro, le uscite di fRaTto9 uNdeR tHE sky si stanno affermando come vero e proprio standard produttivo nell'ambito del mercato delle piccole label nostrane. Non fa eccezione alla regola questo "Killing H.F. Harlow" di Terrapin, progetto impro-elettroacustico messo su da Giovanni Lami e Shaun McAlpine. Frutto di una session di registrazione risalente al tardo 2011, di cui sono state scelte le parti più compiute (ed editate senza overdubs), le sei composizioni di "Killing H.F. Harlow" veicolano un concept sonoro-immaginifico ben preciso, ossia una riflessione sulle pratiche della vivisezione. Prendendo come spunto l'attività discutibile di Harry Frederick Harlow, psicologo statunitense che, negli anni Cinquanta e Sessanta, condusse centinaia di esperimenti sulle scimmie Rhesus al fine di capire quali danni subissero i cuccioli di scimmia a causa del distacco dalle loro madri in età precoce, Terrapin dà vita ad una musica asciutta, plumbea in quanto quintessenzialmente chirurgica. Ogni singola nota sembra calibrata per conferire al suono un senso di costante instabilità, e in questo contesto i field recording forniscono una sorta di effetto-realtà, contribuendo in tal modo ad accrescere la sensazione di morbosità del tutto. E, mentre i pezzi scorrono, sembra davvero di stare in un vero e proprio laboratorio - se ne percepiscono l'isolamento e l'assenza di umanità. Antonio Ciarletta

etherreal / 2012

La scène italienne électro-acoustique, régulièrement évoquée ici, étant un petit monde, c’est assez logiquement qu’on peut tracer des liens entre ses différents intervenants. Ainsi, au moment d’entamer l’écoute du premier disque de Terrapin, on se rend compte que le duo se constitue de Shaun McAlpine et Giovanni Lami, ce dernier faisant partie d’un autre duo (Lemures) qu’il forme avec Enrico Coniglio, musicien très suivi de ces pages. Proposé sur Fratto9 Under The Sky Records, Killing HF Harlow part de la figure de Harry Harlow, psychologue états-unien connu pour ses travaux sur la mise en isolation de jeunes primates, destinés à mesurer l’importance de l’accompagnement maternel dans leur évolution. Musicalement, peu de rapport entre ce personnage et l’ambient sombre et improvisée que nous proposent les Italiens, sinon qu’on pourrait connecter l’enfermement des macaques et la part sombre, voire anxiogène, des instrumentaux du duo. De fait, sur des nappes grésillantes fortement traitées, les deux musiciens disposent d’autres saturations afin de concocter des textures travaillant évidemment cet aspect opaque. À certains endroits, des rythmiques plus rapides sont intégrées (la fin de St. John’s Wort) ou bien une note grave est incorporée (Coralina) mais, assurément, le tout reste fortement torturé. La brièveté de la proposition (vingt-deux minutes et six morceaux) permettant tout juste d’apprendre à connaître Terrapin, c’est à un prochain disque qu’on renvoie une véritable appréciation du travail des Italiens. François Bousquet

oltre il suono / 2012

Brevissimo album della durata di poco più di 20 minuti, costituito da porzioni di registrazioni live selezionate e opportunamente “riassemblate” senza ulteriori sovraincisioni di sorta. A partire da un “concept” che suggerisce una riflessione sul tema della vivisezione citando (o meglio “uccidendo”…) nel titolo lo storico e crudele vivisettore H.F.Harlow (a quando un secondo capitolo ispirato al “nostro” Silvio Garattini?), la musica si snoda lungo un lugubre percorso dominato da suoni oscuri, profondi e inquietanti, caratterizzato da movimenti lenti e progressivi, a volte scanditi da pulsazioni ritmiche artificiali che dipingono perfettamente l’orrore delle pratiche vivisettive e l’agonia delle vittime di questa abusata, disumana e anacronistica pratica di “sperimentazione” scientifica. Se già a metà degli anni ’70 Hans Ruesch nel suo libro “Imperatrica Nuda” condannava tali pratiche denunciandone con argomentazioni inattaccabili anche i pesanti limiti e la sostanziale antiscientificità dei metodi, stupisce ancora di più che a quasi 40 anni di distanza ci si trovi a dover parlare di questo argomento, che una società che si vorrebbe presumere “civile”, moralmente e tecnologicamente “avanzata”, dovrebbe aver già “archiviato” da tempo. Consoliamoci pensando che è anche “grazie” a ciò che potremo comunque goderci questo ispirato e ben realizzato album di oscura e toccante musica drone-dark-ambient-elettronica-sperimentale, che avrei soltanto desiderato essere di durata un po’ più “generosa”. Giuseppe Verticchio

Progress Report / 2012

On Fratto9, a label with close connections to the Italian experimental label Boring Machines duo Terrapin has brought out Killing HF Harlow. Harlow was an American psychologist doing devastating experiments with animals investigating effects on their social behavior. Possibly the controversial nature of the experiments have played a role in the rise of the animal liberation movement The ep (the 6 tracks span approximately 23 minutes) is best seen as a stunning attempt to rewrite a piece of recent history by slandering a scientist responsible for abusing animals (social isolation of infant rhesus monkeys more specifically) in the name of human progress. According the title and the accompanying information this recording is an attempt to obtain new attention for the experiments carried out by Harlow, and listening to the clinical character it could be interpreted as an aural report of isolating and even torturing the person. A sinister approach, especially after realizing that Harlow has been dead since 1981. The electronic abstract compositions are dark and bleak and more than once reminded me of the isolationist ambient genre that was popular during the nineties. Terrapin are Giovanni Lami and Shaun McAlpine releasing their first work on the Italian label Fratto9, and the Italian connection does not stop there, as the music on Killing HF Harlow is not too different than for example composer Tricoli, when he is in a more relaxed mode. Creepy electronics, sonically inert with deep bass, murky atmospheres and the absence of vocals make for a trip to easily slip into a white fog of paralysis. PvdG